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Roberto Baldo

L’ALLEGRA ESTATE CHE AVANZA DI ROBERTO BALBO
Parlaci dell’estate che avanza…
L’estate Che Avanza” è nata qualche anno fa, l’ho scritta nel 2013 dopo un estate trascorsa con i miei amici. Ci siamo riuniti dopo molto tempo, abbiamo viaggiato e trascorso molto tempo assieme, divertendoci.
Il pezzo è stato scritto di getto, in 20 minuti circa.
È stato poi rivisitato e sistemato assieme Stefano Paviani con cui ho scritto poi l’intero Ep “La Rotta Imprevista”, arrangiato da Mattia Tedesco.
L’estate Che Avanza” è il bravo che più mi raffigura e che sento più mio rispetto a tutti gli altri brani de “La rotta imprevista”.
La Rotta Imprevista.
Tutti i testi de “La Rotta Imprevista” li ho scritti io, con l’apporto di Stefano Paviani in cinque dei sei brani e Claudio Corradini in un brano, che è stato anche arrangiatore di tre tracce.
Con Stefano ho sempre avuto un buon rapporto a livello lavorativo ed è stata un’ottima persona con cui confrontarmi.
L’estate che avanza è il brano che più ti rappresenta ma qualche parola sulle altre canzoni dell’Ep?
Nelle canzoni si parla sempre di se stessi.. La Rotta Imprevista (che dà il nome all’Ep), oltre all’Estate Che Avanza (molto scanzonato), è quella che mi rappresenta di più a livello emotivo e parlo più di me stesso. La rotta imprevista è stata cantata anche in duetto con Irene Venturi, è stato un bel duetto e lei lo ha interpretato nel migliore dei modi.
Poi Siamo In Orbita, tutti hanno un centro, l’amore. E narra proprio di questo.
Le Dodici Case Del Cielo, scritto di getto, in poco tempo. Esprimo cosa vuol dire vivere con una persona, le Dodici Case Del Cielo sono tutte le sfaccettature di ogni individuo che vanno accettate. Comprese le sfumature nere.
Pensa Marta, brano non troppo recente, con cui ho provato ad andare a Sanremo. Quel brano ha cambiato il mio modo di scrivere e di confrontarmi con altri autori; sono sempre stato molto ermetico ma dopo questo testo ho iniziato a collaborare con altri artisti, in particolare ho conosciuto Paviani con cui abbiamo scritto Mezzo Respiro dei Dear Jack, Sanremo 2016.
L’ultimo brano dell’Ep è “Parole Di Clown”, è la storia di un clown in corsia che si relaziona con un bambino malato e racconta del loro rapporto e del loro legame. Ammiro molto la associazioni di volontariato.
Passato il tuo periodo ermetico collabori con Irene Venturi. Com’è andata?
Con Irene è nata una bellissima amicizia e lei è una bravissima cantante; anche lei della casa discografica Protocollo Zeta. Al momento di scegliere una compagna con cui duettare ho pensato subito a lei, mi piaceva come si intersecavano le nostre voci. Avevamo già duettato insieme La Rotta Imprevista live, ho deciso poi di inserire il brano nell’Ep.
Ultima domanda.. Cosa vuole dire essere cantautore in Italia nel 2017?
Domanda da cento milioni!
I cantautori come De Gregori o De Andrè oggi non avrebbero vita facile a nascere in questo periodo storico.
Il cantautorato è cambiato.. alcuni cantautori fanno gli autori, altri hanno dovuto, per forza di cose, adattarsi al momento storico cercando di essere più “radiofonici” con melodie nuove.
Cerco anche io di essere moderno mandando brani in radio, oggi è quello che conta.

Vi lascio all’ascolto de “L’Estate Che Avanza” di Roberto Balbo. Buona canticchiata!