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Calabash Crew


Vinili (rosa)a suon di danza

Il primo caldo, le prime magliette e un paio di sandali accompagnano le prime festicciole (finalmente) all’aperto. Buona musica e sound ballerino, scopro così le Calabash Crew. Cinque inarrestabili ladies from Milano che suonano all’insegna del reggae. 
E mentre loro si raccontano ecco cosa ascoltare (o ballare)!

Come nasce l idea della vostra crew e com’è stato il riscontro con il vostro esordio nel 2013? Quali sono le influenze musicali di ognuna di voi? 

Calabash crew nasce dall'incontro tra Ila, Scilla e Leo. 
Ci conoscemmo tramite l’Associazione Brucaliffo, di cui facciamo parte, iniziammo a collezionare e ad appassionarci ai vinili e ad andare insieme alle dancehall ed ai vari live reggae. Da lì ad un anno la nostra collezione di dischi aumentò sempre più, anche grazie al negozio che si occupava per eccellenza del genere reggae in città, Jahmekya Music shop, che chiuse i battenti in quel periodo e da cui acquistammo un sacco di tune, ed a Milano iniziò a girare la voce che stava nascendo un nuovo sound tutto al femminile. Così alcuni amici dell’ambiente ci chiamarono per fare dei warm up (delle selezioni di apertura, ad inizio serata) e piano piano iniziammo a suonare in giro. Conoscemmo tempo dopo la nostra mc Valentina aka Voodoo Vee e la coinvolgemmo nel progetto, riuscendo finalmente ad avere una voce al microfono all'interno del sound. Ognuna di noi ha influenze musicali diverse, che toccano tutti le sfumature della black music e non solo; appassionate di ska, roots ,dancehall, dub, jungle e d'n'b', ci avviciniamo anche al background hip hop e soul grazie alla nostra mc, che parallelamente al nostro sound, produce e collabora costantemente alla realizzazione di album e progetti musicali solisti.
 

Avete iniziato in 3 e ora siete in 5, a livello musicale come è cambiato il gruppo? 

Dopo circa un anno, durante una serata organizzata da noi per festeggiare un anno dalla nostra prima data, abbiamo chiesto a Valentina di hostarla (presentarla), dato che nessuna di noi amava stare al microfono. Ci conoscevamo, ma ancora non avevamo suonato assieme. Lei accettò e da quella sera siamo diventate inseparabili. Ha arricchito molto la crew con la sua carica e con i suoi interventi al microfono durante i dj set. Dal suo arrivo, durante la selezione, spesso aggiungiamo un momento di showcase: si gira il 45” che ha sul lato B la version (strumentale) su cui spesso Valentina canta ed adatta brani inediti al ritmo proposto. Come crew siamo sempre state interessante a tutte le sfaccettature di questa cultura musicale nata in Jamaica. Così dopo nel tempo si è aggiunta alla crew la nostra dancer Anna aka Miss Nina, che abbiamo conosciuto tra dancehall e workshop di danza organizzati a Milano. Il suo arrivo ha valorizzato la crew e lo show con momenti di pura energia ed esplosività: Nina si esibisce con noi durante i dj set portando delle vere e proprie coreografie o ballando in freestyle. La danza è una parte importante della cultura jamaicana e per noi motivo di valorizzazione della femminilità. Quindi per rispondere alla tua domanda, chiaramente siamo cambiate a livello di gusto musicale, ma si tratta sempre di un arricchimento e di una contaminazione di gusti e stili volto a migliorare i set che proponiamo alle serate. 

Cosa vuol dire essere una crew completamente femminile in una scena di esponenti prettamente maschili? 

All'inizio non è stato facilissimo: è stata un po' una sfida perchè sentivamo la necessità di una rappresentanza femminile in città. In diverse occasioni abbiamo avuto l'impressione di dover dimostrare più di altre crew, prettamente maschili, di essere capaci e competenti a livello musicale e tecnico. Con il tempo queste differenze si sono affievolite, fino ad arrivare ora ad un livello per cui i sound presenti su Milano e provincia ci conoscono più che bene, e molte volte ci ritroviamo circondate da soli soundboy (dj, mc e nerd del genere) senza neanche accorgercene. Il rapporto con i nostri colleghi uomini ad oggi è ottimo, grazie al rispetto ed alla competenza nell'organizzare e portare avanti varie realtà a noi vicine come il Leoncavallo e il centro sociale Soy Mendel. Cerchiamo sempre di spronare altre donne appassionate del genere ad organizzarsi e ad impegnarsi nel cercare il proprio spazio all'interno di questo ambiente. Il nostro obiettivo in ogni caso non è solo quello di creare un movimento femminile più forte e consapevole all'interno dell'ambiente reggae-dancehall italiano, ma anche quello di portare un confronto sempre alla pari. Questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo deciso di intraprendere un percorso a livello di sound clash culture. 


Cosa ha rappresentato il Mortal Kombat Soundclash per voi (dove siete arrivate seconde!)?

 Il Mortal Kombat Soundclash è stato uno step importante per noi, è stato un modo per metterci in gioco e per misurarci con giovani sound provenienti da altre città. È stata la prima competizione tra sound che abbiamo affrontato in assoluto e ci ha tenute in fibrillazione durante tutta la preparazione nei i mesi precedenti all'evento. In ogni caso siamo state molto gratificate dal risultato: siamo arrivate in finale all'ultimo round contro un sound di Roma (Black Soul) e abbiamo portato a casa una medaglia d'argento con grande soddisfazione. Possiamo anche vantare di essere il primo sound di sole donne in Italia a partecipare ad una competizione di questo tipo e di questo ne siamo molto fiere. Brave ed intraprendenti.